Il mercato contadino entra per la prima volta in un ospedale della Maremma. E’ accaduto questa mattina al Misericordia, principale ospedale pubblico grossetano. L’obiettivo dell’iniziativa di Coldiretti, Campagna Amica e Fondazione Aletheia in collaborazione con l’Asl Toscana Sud Est è promuovere, attraverso la filiera corta, la relazione profonda tra prevenzione, alimentazione e benessere e allo stesso tempo porre l’attenzione sul consumo-abuso dei cibi ultra processati.
A mettere in guardia i cittadini è Coldiretti Grosseto. E’ ormai di evidenza scientifica e medica la relazione tra il consumo di prodotti ultraprocessati come energy drink, barrette energetiche, snack salati e di scarsa qualità e molte malattie croniche come obesità, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, alcune forme di tumore e patologie neurodegenerative, persino la fertilità. Da questi prodotti bisogna stare alla larga. La chiave per vivere in forma e più a lungo è rappresentata dal modello della Dieta Mediterranea. “Ciò che mangiamo fa la differenza. C’è un cibo buono, che protegge la nostra salute, è il cibo degli agricoltori; c’è un cibo cattivo che, al contrario, la danneggia. – ha detto Simone Castelli, Presidente Coldiretti Grosseto - Coldiretti sta conducendo una battaglia fondamentale non solo per reddito degli agricoltori ma per la salute dei cittadini”.
A suggellare la nuova alleanza tra medici ed agricoltori la presenza delle autorità cittadine. Era presenti il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna insieme all’assessore regionale all’agricoltura, Leonardo Marras e alla direttrice del Misericordia, Silvana Pilia. “E’ una giornata di grande valore per gli obiettivi ed il significato che vuole trasmettere. La sana alimentazione è uno strumento di prevenzione attiva. Il cibo sano è la chiave anche per una sanità più sostenibile. Riduce il rischio di ammalarci e di dover accedere alle cure. - ha detto il sindaco di Grosseto”.
Un messaggio rilanciato dall’assessore regionale, Marras che ha parlato di “approccio nuovo” e di un “modello integrato che parte dalla tavola. Se acquistiamo da un produttore che conosciamo, locale, restituiamo al territorio quel valore permettendo all’azienda e alla comunità di crescere e prosperare. I benefici sono diffusi. E’ una iniziativa che salutiamo con grande soddisfazione come regione”.
Agricoltori e sanità sono impegnati per lo stesso obiettivo. “L'ospedale non è solo il luogo della cura, ma anche della prevenzione e della promozione di corretti stili di vita – dichiara la dottoressa Silvana Pilia, direttrice dell'ospedale Misericordia di Grosseto –. Ospitare per la prima volta il mercato di Campagna Amica significa aprire l'ospedale al territorio e offrire a tutti coloro che per diverse ragioni si recano qui un'occasione concreta per riflettere sull'importanza di un'alimentazione sana. La prevenzione passa anche dalle scelte quotidiane che compiamo a tavola: iniziative come questa contribuiscono a diffondere una maggiore consapevolezza e a promuovere la salute ben prima che si renda necessario il ricorso alle cure. Ringrazio Coldiretti per l’iniziativa di grande valore e per la collaborazione che rappresenta un esempio virtuoso di come istituzioni e realtà del territorio possano lavorare insieme per il benessere della comunità”.
Mangiare sano è la prima regola per vivere in salute. Ne sono consapevoli anche i toscani. Per il 97% è essenziale per prevenire le malattie come diabete, patologie cardiache e obesità anche se spesso faticano a distinguere un cibo che fa bene da uno che fa male. L’88% vuol conoscere la reale provenienza di un alimento e dei suoi ingredienti, tre toscani su quattro sono disposti a rinunciare ad alcuni dei principali cibi ultra processati come barrette (76,7%), snack (65,3%) e merendine (73,7%). Un segnale importante che conferma come stia maturando una nuova sensibilità verso un'alimentazione fondata su cibo vero, trasparenza, di qualità e origine certa. Sono alcuni dei dati dell’Instant report Coldiretti/Censis “Mangiare bene per vivere meglio” presentato in occasione dell’iniziativa che evidenziano però anche una certa “dipendenza” dal cibo industriale. Il 45% consuma snack salati almeno una volta alla settimana, il 34% dolciumi e caramelle, il 31% merendine, il 20% barrette proteiche e il 16% energy drink. Il fenomeno assume proporzioni ancora più allarmanti tra i giovani. Il 61% consuma snack salati almeno una volta alla settimana, il 47% merendine, il 39% dolciumi, il 35% barrette proteiche e il 29% energy drink, una quota quasi nove volte superiore a quella registrata tra gli anziani. Un altro rischio è quello della percezione distorta che il report racconta: il 27% degli italiani ritiene infatti che barrette proteiche ed energy drink aiutino a mantenersi in forma. Ne è convinto il 35% dei giovani, il 31% degli adulti e il 16% degli anziani.