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9 Ottobre 2026
FLOROVIVAISMO. Al Congresso nazionale di Coldiretti gli ultimi dati dell’export pistoiese di piante ornamentali

TESI: Pistoia mantiene la sua leadership, ma c’è poco da stare allegri. È Importante aprire nuovi mercati anche rispetto alle difficoltà causate da guerre e tensioni geopolitiche

L’export di piante e fiori italiani ha fatto segnare nel 2025 il suo record storico a livello nazionale, arrivando a sfiorare il valore di 1,3 miliardi di euro ma ora servono misure efficaci per sostenere lo sforzo delle aziende tricolori dal punto di vista dell’internazionalizzazione, aprendo a nuovi mercati, in un momento in cui le rotte tradizionali scontano le difficoltà legate alle guerre e alle tensioni geopolitiche. È uno dei messaggi lanciati al IV Congresso Nazionale del Fiore di Coldiretti, al Parco della Musica Giacomo Puccini di Torre del Lago-Viareggio.

Al congresso è intervenuto Fabrizio Tesi, presidente di Coldiretti Pistoia, che ha fatto il punto sull’export pistoiese di piante vive, a cominciare dalle elaborazioni di Coldiretti Pistoia sugli ultimi dati Istat disponibili. Nel primo semestre 2026 c’è stato un aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025, per complessivi 246 milioni di euro. Ma se i primi tre mesi dell’anno avevano visto un aumento delle vendite all’estero delle piante ornamentali delle aziende della provincia, il secondo ha visto un calo, passando dai quasi 92 milioni primo trimestre del 2025 agli 87,3 milioni di aprile, maggio e giugno 2026. “Il florovivaismo grazie all’azione a tutti i livelli di Coldiretti acquista sempre più rilievo. Il congresso nazionale tenutosi quest’anno in Toscana ci ha dato l’opportunità di fare il punto sul comparto florovivaistico e valutare insieme a soggetti istituzionali, che hanno fornito ai nostri imprenditori strumenti per affrontare questo momento difficile”. Al congresso, infatti, sono intervenuti tra gli altri rappresentanti di varie ambasciate italiane nel mondo e dell’Ice, l’Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, e di varie ambasciate italiane nel mondo.

“Pistoia mantiene la sua leadership, ma c’è poco da stare allegri -ha continuato Tesi-. L’aumento dei costi ha rosicchiato ulteriormente i margini di guadagno e senza margini, calano gli investimenti e si perde in competitività. La guerra in Iran ha mostrato come le tensioni geopolitiche possano causare gravi problemi, facendo impennare i costi di fertilizzanti, gasolio e materie plastiche e causando rallentamenti delle rotte marittime che hanno penalizzato in modo particolare un comparto caratterizzato da produzioni altamente deperibili”. A frenare sono anche ostacoli doganali, in particolare il mercato del Regno Unito, che nel secondo trimestre è calato di circa il 20%. “Nonostante ciò, anche grazie a vari progetti in essere, coordinati dalla rete di Coldiretti, continuano incessantemente studi e ricerche di nuove soluzioni, per mantenere i nostri primati: dalla logistica, alla sostenibilità tante innovazioni sono già patrimonio del polo vivaistico pistoiese e toscano, e questo ci fa ben sperare se le aziende sono affiancate dalle istituzioni”.

Dal Congresso tenutosi a Torre del Lago sono arrivate richieste specifiche: dal superamento dell'applicazione impropria della Tari sulle superfici produttive, che non generano rifiuti urbani, e strumenti efficaci contro il rischio climatico, per un settore esposto a gelate, siccità ed eventi estremi.

Serve inoltre un maggiore accesso ai mercati esteri, grazie ad accordi commerciali, procedure semplificate e attività di promozione, oltre a una maggiore attenzione alle esigenze specifiche del florovivaismo anche a livello europeo. Ma è anche necessario abbattere le barriere fitosanitarie e facilitare l'accesso alle fiere di settore mondiali, associando il fiore italiano ai concetti di eccellenza, bellezza e sostenibilità culturale Made in Italy. Strategico anche il fronte dell’innovazione con la diffusione della digitalizzazione per razionalizzare l’uso di acqua, energia e gasolio, così come la messa in campo delle Tea, le nuove tecniche genomiche capaci di assicurare una maggiore resistenza delle piante agli effetti dei cambiamenti climatici.

Nel corso dei lavori è stato firmato il Protocollo di Intesa tra Consulta Nazionale Florovivaismo Coldiretti, Filiera Agricola Italiana S.p.A. e Aicg – Associazione Italiana Centri di Giardinaggio. Un accordo che segna una svolta decisiva per l'intero comparto, creando un'alleanza diretta e strutturata tra il mondo della produzione agricola e la principale rete distributiva e d'acquisto dei Centro di Giardinaggio italiani.

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