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Al Melo la prima piantumazione dei tuberi virus esenti: ricerca, agricoltura e territorio insieme
È partita ufficialmente lunedì 25 maggio, al Melo nel comune di Abetone Cutigliano, l’attività del Gruppo Operativo PataLoca, il progetto nato per valorizzare e rilanciare le varietà locali di patata attraverso innovazione agricola, ricerca scientifica e collaborazione tra imprese e territorio.
Nei campi di alcune delle aziende agricole coinvolte, si è svolta la prima attività operativa: la messa a dimora dei minituberi di patata virus esenti selezionati dal DAGRI – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali dell’Università di Firenze, partner scientifico del progetto. Un momento concreto e simbolico insieme, che segna l’avvio di un percorso destinato a restituire valore produttivo, culturale ed economico a un patrimonio agricolo identitario della montagna pistoiese.
Grande soddisfazione è stata espressa dai fratelli Alberto e Filippo Corsini, giovani imprenditori agricoli alla guida della Società Agricola Le Roncacce, e capofila del progetto.
“Essere capofila di PataLoca per noi significa guardare al futuro della montagna con responsabilità e fiducia – spiegano –. Siamo giovani, viviamo e lavoriamo quassù e vogliamo continuare a farlo. Crediamo che ricerca, università e collaborazione tra aziende siano strumenti indispensabili per mantenere vivo questo territorio, che è bellissimo ma anche complesso da abitare e coltivare. La nostra azienda nasce dall’allevamento, ma negli anni abbiamo scelto di diversificare con l’agriturismo e con la produzione di patate locali. Innovare, restando profondamente legati alla nostra terra: è questa la nostra sfida”.
Il punto di vista scientifico del progetto lo spiega il professor Stefano Biricolti dell’Università degli Studi di Firenze, che ha sottolineato il valore agricolo e culturale dell’iniziativa.
“PataLoca si occupa di recuperare e rimettere in coltivazione ecotipi tipici della montagna pistoiese che rischiano di scomparire – spiega –. Molte di queste varietà sono state progressivamente abbandonate a causa delle virosi che compromettono la produttività delle piante. Attraverso un lungo lavoro di risanamento del materiale di propagazione, oggi possiamo restituire agli agricoltori tuberi sani e pronti per tornare nei campi. Significa salvaguardare biodiversità agricola, ma anche tradizione gastronomica, paesaggio e identità locale. Senza la collaborazione degli agricoltori, delle comunità locali e delle istituzioni, questo non sarebbe possibile”.
Presente all’iniziativa anche il sindaco di Abetone Cutigliano, che ha voluto sottolineare il valore territoriale del progetto: “PataLoca è un esempio concreto di come innovazione, agricoltura e presidio della montagna possano camminare insieme. Investire in questi progetti significa investire nel futuro delle nostre comunità”.
“Favorire l'innovazione anche per produzioni tradizionali è essenziale perché ci sia un circuito economico efficace -dichiara Domenico Murrone di Coldiretti Pistoia, che cura la comunicazione del progetto-. La montagna è fatta di frane, di verde, di disagi ma anche di potenzialità enormi. La collaborazione tra più soggetti è essenziale, favorirla è nel DNA di Coldiretti Pistoia”.
Il Gruppo Operativo PataLoca è realizzato con il finanziamento FEASR – Complemento di Sviluppo Rurale 2023–2027 della Regione Toscana, nell’ambito del bando SRG01 “Sostegno ai Gruppi Operativi PEI AGRI”, e coinvolge dieci partner tra aziende agricole, enti di ricerca, formazione, consulenza e realtà associative del territorio.
I partner del Gruppo Operativo sono: 1 SOCIETA’ AGRICOLA LE RONCACCE DI CORSINI ALBERTO FILIPPO E C. (capofila) ; 2 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE, DAGRI ; 3 AZIENDA AGRICOLA LA BARONA DI VIRGINIA TONARELLI ; 4 AZIENDA AGRICOLA LE RONCACCE DI CORSINI GIUSEPPE ; 5 AZIENDA AGRICOLA CAMPOLUNGO DI LENZINI ALDO ; 6 COLDIRETTI PISTOIA (comunicazione); 7 CAICT FORMAZIONE SRL ; 8 FONDAZIONE PER IL CLIMA E LA SOSTENIBILITÀ ; 9 ORGANISMO DI CONSULENZA PSR INNOVAZIONE TOSCANA ; 10 ASSOCIAZIONE ECOMUSEO DELLA MONTAGNA PISTOIESE.